È online il video che, attraverso le immagini, spiega EPOS (European Plate Observing System), l'infrastruttura pan-europea progettata per promuovere la ricerca nelle scienze della Terra solida.

EPOS crea nuove opportunità per monitorare e comprendere i processi chimico-fisici che generano terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti e, più in generale, la dinamica della Terra. L’obiettivo, infatti, è favorire l'integrazione di infrastrutture nazionali ed europee migliorando, attraverso una piattaforma tecnologica, l'accesso e l'uso dei dati multidisciplinari registrati dalle reti di monitoraggio, acquisiti in esperimenti di laboratorio e prodotti da simulazioni numeriche.
EPOS rappresenta il primo esempio di approccio federato alle infrastrutture di ricerca per le scienze della Terra solida nel mondo.
l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha coordinato la fase di preparazione e attualmente coordina la fase di implementazione del progetto europeo che ha il compito di costruire EPOS.

Di seguito i numeri di EPOS:
25 nazioni europee aderenti all’iniziativa;
256 infrastrutture di ricerca coinvolte nel piano di integrazione;
5 organizzazioni internazionali partecipanti;
4939 stazioni sismiche integrate;
2272 ricevitori GPS integrati;
118 laboratori con 828 strumenti coinvolti;
alcuni petaBytes di dati scientifici disponibili;
alcune migliaia di potenziali utilizzatori della piattaforma.

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