Mercoledì 23 maggio alle 15.30, nella Sala Conferenze dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma, si terrà un seminario su le condizioni di meteorologia spaziale all'epoca del naufragio del Dirigibile Italia nel 1928. Si proverà a spiegare i problemi incontrati dai naufraghi nelle comunicazioni radio. Difficoltà che, lungo i decenni del secolo scorso fino a oggi, hanno generato forti discussioni e controversie descritte in memoriali, articoli di giornale e processi giudiziari. Per formulare alcune ipotesi sul contesto geofisico degli eventi di allora, sono state applicati modelli di mapping ionosferico e antiche osservazioni geomagnetiche. Le mappe che descrivono la zona d’ombra attorno a un punto di trasmissione mostrano chiaramente come la radio frequenza di 9.4 MHz, utilizzata dai sopravvissuti, non potesse essere ricevuta in tutta la regione delle Isole Svalbard. Oltre a ciò, sono state considerate anche l’intensa tempesta magnetica dei giorni successivi al disastro e la peculiare morfologia della ionosfera ad alta latitudine.

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