L’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, tra i protagonisti della grande festa di divulgazione scientifica di Città della Scienza di Napoli, nata per costruire relazioni e connessioni tra il mondo dell'università e della ricerca e la società

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Stimolare curiosità, sviluppare conoscenza, favorire il dialogo, il confronto e la condivisione di saperi tra ricercatori e non addetti ai lavori sui temi della scienza e dell'innovazione tecnologica. È quello che si propone dal 1987 Futuro Remoto, manifestazione di comunicazione scientifica organizzata dalla Città della Scienza di Napoli. Ed è il dialogo che la comunità scientifica delle scienze della Terra intende mantenere e sviluppare incessantemente, per accrescere la consapevolezza dei pericoli naturali a cui la popolazione è esposta.

A partecipare, come ogni anno, al ricco programma di Futuro Remoto, giunto alla XXX edizione, l’Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Per il secondo anno consecutivo la speciale scenografia dell'evento è stata piazza Plebiscito, centro nevralgico della città, che ha attirato un pubblico consistente ed eterogeneo. I numeri parlano chiaro: 230mila visitatori; 550 soggetti coinvolti, tra enti di ricerca, università, musei e istituzioni; 2500 volontari, tra studenti e ricercatori che hanno offerto le proprie competenze; 14mila attività, tra esperienze pratiche e laboratori; 40 spettacoli; 11 grandi conferenze, con le eccellenze - un nome fra tutti, Piero Angela - della divulgazione e della scienza; 20 eventi internazionali.

Il percorso allestito dall'INGV, dal titolo Una Terra in continua trasformazione - vulcani e terremoti, è stato articolato in pannelli ed esperienze pratiche realizzate con strumenti scientifici utilizzati quotidianamente nelle attività di ricerca e monitoraggio dell'istituto. I pannelli riguardavano la pericolosità sismica e vulcanica, con approfondimenti sulla realtà territoriale napoletana e campana, e sulla sequenza sismica in atto nell'Italia centrale.

Mediante l'osservazione diretta dei segnali prodotti dai sismometri e dalle telecamere termiche e la scoperta delle forme cristalline dei minerali al microscopio, giocando con il puzzle delle placche litosferiche, i ricercatori hanno illustrato le metodologie con cui l'INGV studia il sistema Terra, e ne sorveglia l'attività sismica e vulcanica sul territorio nazionale. Sono stati distribuiti gadgets e materiali didattici.

Usando le parole di Maria, una giovane studentessa dell’Università di Napoli Federico II: "Futuro Remoto è un'iniziativa utile e costruttiva, per gli adulti e per i più piccoli, per cambiare approccio nei confronti della scienza. Questa non è più percepita come qualcosa di noioso, ma qualcosa di affascinante, vivo". È con iniziative come queste che si costruisce la diffusione della cultura scientifica, la comprensione dei processi di costruzione del sapere, la libera circolazione della conoscenza.

Come si diceva, la manifestazione ha rappresentato un'occasione preziosa per l'istituto per promuovere l'importanza delle Scienze della Terra, e in particolare delle tematiche vulcanologiche e sismiche e i relativi pericoli, in riferimento alla realtà territoriale. L'approccio comunicativo adottato si è basato sul rapporto diretto, sul dialogo e l'interazione tra ricercatori e pubblico, mediante attività pratiche e interattive (come le dimostrazioni scientifiche e i giochi). Questo ha facilitato l'instaurarsi di una relazione di prossimità, di familiarità, tra il mondo della scienza e i cittadini, ribaltandone il tradizionale rapporto istituzionale e consentendo di intercettare i bisogni informativi del pubblico.

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